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delle conoscenze di quello che ci dà il pane 

delle conoscenze di quello che ci dà il pane
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09 maggio 2008 16:03

dei messaggi privati da sconosciuti 

dei messaggi privati da sconosciuti
2 aprile.
complimenti: complimenti sei bellissima

17 aprile.
ciao: Sei bellissima

oggi.
Potresi anche rispondermi: Ti ho inviato parecchi messaggi ma non mi hai mai risposto, potresti farlo anche solo per educazione.... Kisss

risposta.
Per educazione non ho risposto invece di risponderti di smetterla di importunarmi con messaggi inutili.

08 maggio 2008 12:06

delle domeniche che son sempre domeniche 

delle domeniche che son sempre domeniche
Tanta voglia di scrivere quanta ne ho di fare altro. E' stata una giornata produttiva, quella di oggi, se la vediamo dal punto di vista della tv e del lettore dvd, che hanno dovuto sorbirsi tre lunghi film, l'ultimo dei quali appena terminato, con il volume un po' più alto per via dei fuochi d'artificio. Mi sono accertata che fosse quello e non spari di gangster che da Dogville si fossero spostati qui, dopodiché ho richiuso le veneziane, alzato il volume e tranquillizzato i gatti - detesto vederli gioire in questi giorni, ma loro vedono la mia indolenza come fattore positivo per quanto riguarda le loro coccole - povere bestiole, che ne sanno; e dire che aspettavo dei fuochi d'artificio da tanto, per fare qualche foto. Ma, tanto, non ho nemmeno avuto voglia di scaricare le foto dell'ultima settimana e vedere cosa potesse venirne fuori. Adesso farò le cose fondamentali che ho trascinato fin'ora, come lavare i piatti e farmi una doccia, poi metterò le nuove puntate di Will & Grace mentre il sonnifero fa il suo lento e docile effetto. 

04 maggio 2008 23:27

dei ritorni a casa 

dei ritorni a casa
Appendo l'ultimo regalo, metto su i miei pantaloni da casa preferiti, la magliettina della nike, metto via le cose portate da casa; dolci, formaggi, portacandele. Tiro su i capelli, apro le finestre, lavo i piatti, pulisco il divano, valuto quando passare l'aspiapolvere. Mi guardo intorno, guardo fuori dalla finestra; come me, un vicino guarda la partita, appoggiato alla ringhiera delle scale; tiro giù le veneziane e chiudo fuori eventuali occhi estranei. Aspetto che si scarichi l'ultima puntata di Lost; ometto risposte a sms fingendo di non essere reperibile, e in effetti sono in un posto solo mio, dove ci sono solo io. Inarco la schiena e sento ogni muscolo far leggermente male per essere stato strattonato, tirato dalla rabbia di ieri. C'era tanto posto nel borsone, per infilarci i vari regali ricevuti. Tanto posto perché questo weekend ho lasciato là parecchie cose, quelle che non si vedono ma quando non ci sono ti accorgi di quant'erano pesanti e presenti e di quanto riempissero ogni spazio, lasciate sulla terrazza dietro l'ospedale, da cui si vede tutta Biella, limpida come quella sera in cui avevo una giacca nera lunga fino ai piedi. Le lacrime, quelle no, me le sono portate dietro; un angolino, per loro, lo si trova sempre, che sia anche solo l'angolo di un occhio.

03 maggio 2008 18:50

dei quarti di secolo 

dei quarti di secolo
La sacher è infornata. Ora cerco la ricetta dei sospiri e preparo il dolce per me. Anche se non è che abbia molto tempo, quindi alla fine lascerò perdere e opterò per lavare tutte le cose usate per la torta e mettermi a guardare Zorro. Sei anni fa, a questa stessa ora, mi trovavo sul bordo di una piscina riscaldata al coperto sconosciuta a tutti eccetto che noi, con vetrate che davano sul deserto. Domattina, sei anni fa, mi sarei svegliata con un tavolo della colazione cosparso di strani fiori rossi, di cui ho ancora le foglie in qualche scatola, un regalo che, ahimè, era stato dimenticato in un altro stato ma c'era, panini caldi e la mia mano tenuta dalla mano di qualcun altro. Domattina, di questo tempo, mi sveglierò stanca e mi metterò in macchina in mezzo al traffico del ponte per andare a sentire i miei litigare; stanca perché tra un'ora prendo la macchina per raggiungerlo a trascorrere la manciata di minuti che mi ha concesso - non di più, perché trova assurdo stravolgere i suoi piani sul dove dormire solo perché io avrei voglia di vederlo. Tra sei anni io starò per compiere 31 anni, durante la consueta notte delle streghe, avrò trentuno milioni di creme antirughe sul ripiano dove ora c'è il tonico per la pelle, non avrò più gatti e leggendo questi post troverò un senso a quello che sto facendo; ora no. Ora sono solo 25 anni in cui guardo avanti, indietro, di lato, e giuro, non mi capacito di nulla, brancolo nel buio più totale. Sarò anche fortunata perché è da una vita che ho le idee chiare sul lavoro e ho ottenuto tutto quello che volevo, in quel campo, ma baratterei volentieri queste sicurezze con un lavoro precario e la comprensione di cosa si sta facendo del resto della vita e perché.

30 aprile 2008 22:00

delle considerazioni su cosa è andato come 

delle considerazioni su cosa è andato come
Sbaglierò io, eh. A essere così pressante da pensare che quando si lavora, quando le giornate passano senza nemmeno vederle, un weekend di due giorni sia un'occasione per stare con la persona che si è scelta. Per vedere posti, per fare cose, per tutto.
D'altronde, continuano tutti a farmelo notare. Sbaglierò io qualcosa di fondo. Mi dicono che non devo partire con il presupposto che non ci sia la voglia di vedersi ma il contrario. E io ci metto tutta la mia buona volontà. E per tutta, giuro, intendo tutta. Solo che poi mi sento dire appunto questa frase, quella del « due giorni mi annoiano » - mica tanto isolata, mica tanto fuori dallo schema che si ripropone ogni weekend - solo che questa volta, invece di un'impegno, un motivo, una scusa che mi fa sembrare una despota che pretende di avere diritto di scelta sugli impegni altrui, questa volta non c'è niente; c'è la sensazione, quella che si vedeva bene pure le altre volte, non era così ben camuffata, se ne sentiva l'odore. E allora io cosa faccio? Respiro e immagazzino aria che va a infilarsi nei buchi lasciati dagli ennesimi pezzi di me spezzati con noncuranza. Continuo a usare tutta la mia buona volontà. Tutta. Finisco di cuocergli le uova sode, continuo a cucinare, mangio, finisco di guardare il film che avevo iniziato, mi infilo a letto, non rifuggo le sue mani, rido alle battute, tutto questo nonostante abbia in testa un milione di pensieri che si rincorrono su decisioni che vanno prese perché lasciare che le cose vadano da sè alla deriva è troppo contro se stessi per farlo ancora. Mi sveglio il giorno dopo e il letto è vuoto e io ho un attimo di smarrimento; in casa non ci sono rumori e mi rendo conto che sarebbe così, sempre. La mia salita inizia già alle 8 di mattina. Coraggiosa, io? Io vorrei solo una scusa, un pretesto, per dire che mi ero sbagliata. Anche se non è vero, anche se non lo penso. Voglio solo dire di essermi sbagliata e continuare ad accontentarmi delle briciole, perché preferisco quelle al nulla.

30 aprile 2008 10:33